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Realizzazione di impianti FER - Fonti Energia Rinnovabile: fasi tecniche e sviluppo dell’operazione

  • 18 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Quando si parla di sviluppo di impianti fotovoltaici o eolici, si tende a descrivere un processo tecnico. In realtà, si tratta di un percorso di progressiva riduzione del rischio, in cui ogni fase non solo valida il progetto, ma ne consente anche la valorizzazione sul mercato.

Si può suddividere lo sviluppo di un impianto FER, Fonti Energia Rinnovabile, nelle seguenti fasi:


Fonti Energia Rinnovabile

1. Scouting e impostazione del progetto

Tutto parte dalla selezione del sito. Non basta che un’area sia tecnicamente adatta: deve essere contemporaneamente producibile, autorizzabile e con accesso alla rete.

In questa fase si costruisce la base giuridica del progetto. Il contratto centrale è la costituzione del diritto di superficie sui terreni che ospiteranno l’impianto, spesso preceduto da un’opzione o da un preliminare condizionato all’ottenimento delle autorizzazioni. Questo consente di bloccare il sito senza esporsi finanziariamente.

Se il progetto è condiviso tra più soggetti, si struttura un Joint Development Agreement (JDA), che disciplina costi, governance ed exit, scandendo le milestones chiave dell’operazione con le relative movimentazioni finanziarie a cui le parti si obbligano.

Parallelamente viene normalmente costituita una SPV (società veicolo), che diventerà titolare del progetto. Questo è fondamentale perché il valore del progetto, nel mercato, si trasferisce quasi sempre tramite cessione delle quote della SPV. Tra l’altro quest’ultima operazione, ricorrendo i requisiti per l’applicazione del regime PEX (participation exemption), consente un importante risparmio fiscale.


2. Connessione alla rete e validazione tecnica

Il progetto assume una prima consistenza reale con la richiesta di connessione alla rete ai sensi del TICA. Questa fase non ha natura autorizzativa, ma serve a verificare se l’impianto è effettivamente collegabile e a quali condizioni.

Il primo risultato è la STMG (Soluzione Tecnica Minima Generale), che definisce lo schema di allaccio e i principali interventi di rete. La STMG vincola il progetto e deve essere integrata nella documentazione autorizzativa, perché le opere di connessione fanno parte dell’impianto.

In questa fase il progetto supera il rischio puramente teorico e acquisisce una prima valorizzazione, ma resta esposto al rischio autorizzativo. Per questo motivo eventuali operazioni di cessione della SPV sono ancora limitate o fortemente scontate.


3. Autorizzazione e creazione dell’asset

Il progetto diventa un vero asset solo con il rilascio del titolo autorizzativo.

Il regime autorizzativo varia in funzione della taglia: per impianti piccoli si utilizzano procedure semplificate, per impianti medi la PAS, mentre per impianti utility scale si ricorre all’Autorizzazione Unica, che accorpa tutti i titoli necessari e include anche le opere di connessione.

Con l’autorizzazione il progetto diventa realizzabile e raggiunge lo stato di RTB (Ready To Build). È questo il momento in cui, nella prassi, avviene la principale operazione di mercato: la cessione delle quote della SPV a investitori o fondi.


4. Progettazione esecutiva e costruzione dell’impianto

Ottenuta l’autorizzazione, il progetto entra nella fase esecutiva vera e propria.

In primo luogo si sviluppa la progettazione definitiva ed esecutiva, sia dell’impianto sia delle opere di connessione, sulla base della STMG e delle prescrizioni autorizzative. Questo passaggio è fondamentale perché traduce il progetto autorizzato in un progetto cantierabile.

Segue la costruzione dell’impianto, normalmente regolata da un contratto EPC (Engineering, Procurement, and Construction), attraverso il quale un unico soggetto assume la responsabilità della progettazione esecutiva, fornitura e realizzazione. In questa fase vengono realizzate:

  • le opere civili;

  • l’impianto di produzione (moduli o turbine);

  • le opere di connessione lato produttore.


5. Connessione definitiva ed entrata in esercizio

La connessione rappresenta l’ultimo passaggio tecnico che rende l’impianto operativo.

A valle dell’accettazione del preventivo, il processo di connessione prosegue con lo sviluppo della STMD (Soluzione Tecnica Minima di Dettaglio), che definisce in modo puntuale le opere di rete e costituisce la base per la loro realizzazione. Solo dopo l’elaborazione e accettazione della STMD si arriva alla stipula del contratto di connessione e all’avvio dei lavori sulle infrastrutture di rete.

Le opere di connessione vengono quindi completate in coordinamento con l’impianto di produzione e, una volta ultimati entrambi, si procede con:

  • collaudo tecnico;

  • attivazione del punto di connessione;

  • entrata in esercizio dell’impianto.

Con l’entrata in esercizio e la registrazione presso il GSE, il progetto esce definitivamente dalla fase di sviluppo e diventa un asset operativo.

Infine, se non si è già proceduto alla cessione delle quote della SPV nelle fasi precedenti, è questo il momento in cui, solitamente, avviene la vendita agli investitori.



Conclusioni

Per concludere, si evidenzia come lo sviluppo di un impianto FER si configuri come un’operazione estremamente complessa, per tale motivo si rende necessaria l’assistenza di professionisti qualificati fin dalle prime fasi.

 
 
 

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